IL VOLO DELLA

Vittoria alata

2016-2019
Segui il progetto di restauro e ricollocazione di uno dei più importanti simboli artistici di Brescia

La statua della Vittoria alata è uno dei pochi bronzi di grandi dimensioni conservatosi sino ai nostri giorni, l’unico in Italia settentrionale. Scoperta nel 1826 insieme agli altri bronzi romani nei pressi del Capitolium, la Vittoria alata è divenuta il simbolo della città di Brescia.

Nel corso della sua storia moderna, la statua ha subito parziali interventi di pulitura e restauro. Un recente monitoraggio dello stato di conservazione e del funzionamento del supporto ha messo in evidenza la perdita progressiva di funzionalità della struttura e la necessità di porvi mano con urgenza.

2/07/2018

ARRIVEDERCI VITTORIA ALATA!

La scultura è stata affidata temporaneamente alle sapienti cure dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Vuoi vedere la
Vittoria alata a 360°?

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Il volo della Vittoria alata è il progetto di restauro promosso da Fondazione Brescia Musei per riportare il simbolo della città al suo antico splendore e alla sua originale dimora, il Capitolium.


E' grazie al supporto di piccoli e grandi donatori che sarà possibile restaurarla e riportarla nel Capitolium!


L'Art Bonus offre ai donatori la possibilità di avere un credito di imposta del 65%. L'agevolazione vale per qualsiasi importo: è sufficiente indicare correttamente la causale.
Costo complessivo progetto: € 919.514
Importo finanziato: € 613.000
Importo da finanziare: € 306.514

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I NOSTRI SOSTENITORI

IL PROGETTO

Il Volo
della Vittoria alata

SEGUICI SU

La storia DELLA SCOPERTA

Storia

La statua della Vittoria alata è uno dei pochi bronzi di grandi dimensioni conservatosi sino ai nostri giorni, l’unico in Italia settentrionale. L’importanza del rinvenimento, avvenuto nel luglio del 1826 insieme a quello di altri ritratti in bronzo e delle strutture stesse del Capitolium, portò alla costituzione del Museo patrio nel 1830, meta di visita dei più illustri studiosi del tempo. Dopo la scoperta, la statua fu oggetto di numerosi studi e ipotesi interpretative, che convennero nell’identificarla con la dea romana della vittoria, di valenza prevalentemente militare.

L’ipotesi secondo la quale si dovesse trattare addirittura di un originale greco del III secolo a.C., raffigurante Afrodite, giunto a Roma come bottino e modificato poi in Vittoria alata, sembra oggi superata.  Un recente studio ha proposto che si tratti piuttosto di un’opera di età giulio-claudia; la presenza di questo straordinario bronzo a Brescia sembra legata al dono che potrebbe avere fatto alla città dopo il 69 d.C. l’imperatore Vespasiano, come ex voto per il successo militare ottenuto tra Brescia e Cremona sugli eserciti rivali di Ottone e Vitellio.

Il PROGETTO DI restauro

Progetto di restauro

Il progetto costituisce il primo approccio interdisciplinare allo studio della Vittoria alata, con l’ambizione di rendere ogni fase del lavoro accessibile a tutti, lasciando l’opera in museo e allestendo un laboratorio che per circa 12 mesi fornirà l’occasione, unica e speciale, a visitatori, studenti e specialisti di seguire le diverse fasi del restauro e della diagnostica.

Restauro

Nel corso della sua storia moderna la Vittoria alata ha subito parziali interventi di pulitura e restauro: dapprima, nel 1834, quando venne anche realizzata la struttura interna che ancora oggi fissa le braccia e le ali al busto; successivamente, nel 1948, quando il bronzo venne portato all’Istituto Centrale del Restauro di Roma, dopo il lungo seppellimento avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

In occasione del trasferimento della statua dal vecchio Museo romano (che aveva sede al Capitolium) al Museo di Santa Giulia, è stato fatto un monitoraggio complessivo dello stato di conservazione nonché del funzionamento del supporto; quest’ultima fase ha messo in evidenza la perdita progressiva di funzionalità della struttura e la necessità di porvi mano. Inoltre, è’ stato verificato uno stato diffuso di alterazione della superficie esterna, con ampio margine di recupero di quella originale su buona parte della statua.

Fasi del restauro

Le fasi del restauro, normalmente lontane dagli occhi dei visitatori, verranno proposte in diretta sul sito, in modo tale da rendere partecipe anche il pubblico a momenti speciali come questo, con la spiegazione delle diverse tecniche usate, le criticità e le strategie adottate.

FASE 1: indagini fisiochimiche

Completamento della documentazione, con indagini sia di tipo archeometrico che di riconoscimento della superficie. Si caratterizza quindi per una specificità diagnostica che permette di proseguire alla fase successiva.

FASE 2: scavo archeologico dell’interno della statua

La fase comprende il parziale smontaggio delle parti mobili della statua, la realizzazione del supporto di lavoro e quanto necessario alle fasi di lavorazione, la rimozione del supporto ottocentesco, in modo da poter proseguire con lo scavo e la diagnostica interna.

FASE 3: nuove modalità espositive

Negli stessi tempi si potrà provvedere alla realizzazione di controforme o stampi delle superfici interne, eventualmente utili per il nuovo supporto, ed eseguire le prime prove di parti di esso, al fine di giungere a un innovativo sistema di esposizione.

IL RITORNO in Capitolium

Le ragioni del ritorno

Esposta in uno dei principali edifici pubblici dell’antica Brixia, molto probabilmente il Capitolium stesso, la statua in età tardoimperiale, durante il periodo di passaggio al Cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero, venne occultata con altre opere e oggetti in bronzo in un’intercapedine dell’edificio , molto probabilmente per preservare questo simbolo pagano dal pericolo che venisse fuso insieme ad altri bronzi.  

La ricollocazione

Insieme alla Vittoria alata, verranno ricollocati nel Capitolium tutti gli oggetti bronzei che furono ritrovati durante gli scavi nell’intercapedine che li ha protetti per quindici secoli: dalle teste ritratto, al balteo, all’altare di Giove, alle cornici architettoniche.

La storia DELLA SCOPERTA

Il PROGETTO DI restauro

IL RITORNO in Capitolium

Storia

La statua della Vittoria alata è uno dei pochi bronzi di grandi dimensioni conservatosi sino ai nostri giorni, l’unico in Italia settentrionale. L’importanza del rinvenimento, avvenuto nel luglio del 1826 insieme a quello di altri ritratti in bronzo e delle strutture stesse del Capitolium, portò alla costituzione del Museo patrio nel 1830, meta di visita dei più illustri studiosi del tempo. Dopo la scoperta, la statua fu oggetto di numerosi studi e ipotesi interpretative, che convennero nell’identificarla con la dea romana della vittoria, di valenza prevalentemente militare.

L’ipotesi secondo la quale si dovesse trattare addirittura di un originale greco del III secolo a.C., raffigurante Afrodite, giunto a Roma come bottino e modificato poi in Vittoria alata, sembra oggi superata.  Un recente studio ha proposto che si tratti piuttosto di un’opera di età giulio-claudia; la presenza di questo straordinario bronzo a Brescia sembra legata al dono che potrebbe avere fatto alla città dopo il 69 d.C. l’imperatore Vespasiano, come ex voto per il successo militare ottenuto tra Brescia e Cremona sugli eserciti rivali di Ottone e Vitellio.

Progetto di restauro

Il progetto costituisce il primo approccio interdisciplinare allo studio della Vittoria alata, con l’ambizione di rendere ogni fase del lavoro accessibile a tutti, lasciando l’opera in museo e allestendo un laboratorio che per circa 12 mesi fornirà l’occasione, unica e speciale, a visitatori, studenti e specialisti di seguire le diverse fasi del restauro e della diagnostica.

Restauro

Nel corso della sua storia moderna la Vittoria alata ha subito parziali interventi di pulitura e restauro: dapprima, nel 1834, quando venne anche realizzata la struttura interna che ancora oggi fissa le braccia e le ali al busto; successivamente, nel 1948, quando il bronzo venne portato all’Istituto Centrale del Restauro di Roma, dopo il lungo seppellimento avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

In occasione del trasferimento della statua dal vecchio Museo romano (che aveva sede al Capitolium) al Museo di Santa Giulia, è stato fatto un monitoraggio complessivo dello stato di conservazione nonché del funzionamento del supporto; quest’ultima fase ha messo in evidenza la perdita progressiva di funzionalità della struttura e la necessità di porvi mano. Inoltre, è’ stato verificato uno stato diffuso di alterazione della superficie esterna, con ampio margine di recupero di quella originale su buona parte della statua.

Fasi del restauro

Le fasi del restauro, normalmente lontane dagli occhi dei visitatori, verranno proposte in diretta sul sito, in modo tale da rendere partecipe anche il pubblico a momenti speciali come questo, con la spiegazione delle diverse tecniche usate, le criticità e le strategie adottate.

FASE 1: indagini fisiochimiche

Completamento della documentazione, con indagini sia di tipo archeometrico che di riconoscimento della superficie. Si caratterizza quindi per una specificità diagnostica che permette di proseguire alla fase successiva.

FASE 2: scavo archeologico dell’interno della statua

La fase comprende il parziale smontaggio delle parti mobili della statua, la realizzazione del supporto di lavoro e quanto necessario alle fasi di lavorazione, la rimozione del supporto ottocentesco, in modo da poter proseguire con lo scavo e la diagnostica interna.

FASE 3: nuove modalità espositive

Negli stessi tempi si potrà provvedere alla realizzazione di controforme o stampi delle superfici interne, eventualmente utili per il nuovo supporto, ed eseguire le prime prove di parti di esso, al fine di giungere a un innovativo sistema di esposizione.

Le ragioni del ritorno

Esposta in uno dei principali edifici pubblici dell’antica Brixia, molto probabilmente il Capitolium stesso, la statua in età tardoimperiale, durante il periodo di passaggio al Cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero, venne occultata con altre opere e oggetti in bronzo in un’intercapedine dell’edificio , molto probabilmente per preservare questo simbolo pagano dal pericolo che venisse fuso insieme ad altri bronzi.  

La ricollocazione

Insieme alla Vittoria alata, verranno ricollocati nel Capitolium tutti gli oggetti bronzei che furono ritrovati durante gli scavi nell’intercapedine che li ha protetti per quindici secoli: dalle teste ritratto, al balteo, all’altare di Giove, alle cornici architettoniche.

La Vittoria alata RACCONTATA DA FRANCESCA MORANDINI Responsabile del servizio collezioni e areee archeologiche dei Musei Civici d-Arte e Storia di Brescia

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Progetto realizzato da
Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei
Con la collaborazione di: Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia

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25121 Brescia Via Musei, 55
tel. 030.2400640
P.Iva/C.F. 02428570986
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